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 Alfa Romeo 164 L'ammiraglia con la "A" Maiuscola

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MessaggioTitolo: Alfa Romeo 164 L'ammiraglia con la "A" Maiuscola   Dom 12 Dic 2010, 12:53

Se dunque politica e azienda, o meglio, Stato e industria non sono mai del tutto disgiunte, non lo furono neanche all’epoca della presentazione dell’Alfa Romeo 164 che di fatto incarnò, alla grande, il passaggio dell’Alfa Romeo in mano a Fiat. Un passaggio felice, comunque, a giudicare il fatto che la 164 fu un successone da subito, col compito principale di cancellare dalla memoria vecchie ammiraglie del passato che facevano persino in parte vergognare la Casa di Arese, Alfa 90, Alfa 6, tanto per citarne due.


L’Alfa 164 apparve subito come il punto di incontro di nuove filosofia in ambito stilistico, meccanico e di componentistica in generale che si andarono a delineare in questa filante e spaziosa berlina a cui aveva messo le mani Pininfarina per quanto riguardava il design complessivo; lo si capì immediatamente al "Salone dell'Auto di Francoforte" dove la vettura fu presentata; neanche i tedeschi di Audi, Mercedes e Bmw si aspettavano una contromossa italiana così permeante in quel Salone, con un’auto straordinaria che sbucava all’improvviso dal nulla ad opera di una Casa automobilistica quale era l’Alfa Romeo che fino a qualche mese prima di fatto non esisteva più, in un periodo in cui era sicuramente più difficile scorgere i progetti di una Casa automobilistica tenuti segreti, stante ancora l’assenza di un sistema come Internet….


Insomma, l’Alfa 164 stava per assestare un deciso colpo alla concorrenza teutonica che per un attimo rimase sbigottita di fronte a quella spaziosa, moderna, lussuosa, elegante e intrigante berlina italiana. Ma la Alfa Romeo 164 era anche di più, presentava soluzioni in fatto di motori davvero importanti; si pensi all’ottimo 2,0 litri di cilindrata Twin Spark da 148 cavalli di potenza caratterizzato da bassi consumi e alte prestazioni capace di far raggiungere all’auto i 210 km/h di velocità massima con tempi di accelerazioni da record, per i tempi; un’auto stravolgente che presentava soluzioni particolari in fatto di meccanica, il cambio manuale a cinque marce del tutto inedito, le sospensioni anteriori Mc Pherson e indipendenti al retrotreno, quattro freni a disco, il tutto per una berlina chge non pesava neanche una tonnellata e che aveva dimensioni di tutto rispetto; 4,555 m. di lunghezza, un metro e 76 centimetri di larghezza e alta poco meno di un metro e mezzo.


La 164 era inoltre una trazione anteriore con un’ottima tenuta di strada e temperamento sportivo ma col piglio dell’ammiraglia; dalla prima versione il nuovo marchio Alfa Romeo sforna tutta una serie di versioni derivate, il 3,0 litri iniezione a sei cilindri da 197 cavalli di potenza, il 2,0 litri turbo iniezione a quattro cilindri da 171 cavalli fino al 3,0 litri iniezione Superquadrifoglio da ben 233 cavalli di potenza.




Fu un successo, ma che durò, ahimè, poco, tutto si appannò quando l’Alfa Romeo, sotto il controllo di Walter De Silva, uomo di punta in ambito al design che ci siamo fatti scappare a favore dei tedeschi, immise sul mercato vetture stravolgenti del calibro di Alfa 156 e 147 che rivoluzionando di fatto esse stesse il design di appartenenza della 164 parteciparono in maniera decisiva a scrivere la parola fine alla non più gloriosa ammiraglia italiana….. correva l’anno 1993!



Fonte: www.allaguida.it

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