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 Alfa 164 storia e ricerca di stile

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MessaggioTitolo: Alfa 164 storia e ricerca di stile   Sab 09 Ott 2010, 18:53

L'Alfa Romeo 164 è una vettura Alfa Romeo prodotta dal 1987 al 1997 nello stabilimento di Arese, ideata come erede delle Alfa 6 e Alfa 90 quale ammiraglia della produzione della casa milanese. Il modello cedette il passo, dopo dieci anni di produzione e 273.857 esemplari prodotti all'alfa 166.

L'uscita sul mercato della Alfa Romeo 164 è stata in forse fino all'ultimo momento, poiché lo sviluppo era stato iniziato sotto la gestione IRI sin dai primi anni 80', e l'acquisizione dell'Alfa Romeo da parte di FIAT ha fatto temere che la nuova proprietà non volesse far uscire un modello che si sarebbe posto in diretta concorrenza con l'altra ammiraglia del gruppo, la Lancia Thema. Presentata nel 1987 al salone di Francoforte, è stato un modello fondamentale per l'Alfa Romeo.


Disegnata da Pininfarina, venne sviluppata sullo stesso pianale utilizzato per Fiat Croma, Lancia Thema e Saab 9000. L'Alfa Romeo 164 presentava una caratterizzazione stilistica molto marcata, a differenza di Croma, Thema e 9000 che invece adottano il medesimo giro-porte[1]. La linea a cuneo riuscì a farle raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica di 0,30cx, il migliore della categoria. L'aspetto squadrato e slanciato la faceva sembrare più grande delle sue effettive dimensioni (con i suoi 4,56 metri di lunghezza era in pratica la più corta della categoria).
Internamente presentava un abitacolo ampio e confortevole, caratterizzato da un design molto moderno quasi avanguardista, specie per quanto riguarda la consolle centrale che presentava ordinati decine di pulsanti e vari display digitali, oltre alle miriadi di tasti disposti nell'abitacolo. Anche il bagagliaio era molto ampio con i suoi 540 litri di capienza.
Come dotazioni era possibile avere anche sedili elettrici riscaldabili con memoria (sia anteriori che posteriori), climatizzatore completamente automatico, interni in pelle, specchietto fotocromatico, lavafari a scomparsa, sospensioni con taratura regolabile elettronicamente ecc. ed esteriormente delle appendici aerodinamiche dedicate come spoiler posteriore e minigonne.
Fu il primo modello di alta gamma della casa a trazione anteriore. I punti forti di questa ammiraglia erano l'abitabilità e le dotazioni, ma in particolare le prestazioni.


Gli interni sono caratterizzati da sedili che possono essere in pelle o in velluto, comodi, avvolgenti e anatomici, con regolazione livello altezza, regolazione schienale, movimento longitudinale della poltrona e supporto lombare su alcune versioni. Particolare dell'interno di questa ammiraglia è la consolle tipica centrale con innumerevoli tasti disposti razionalmente comprendente: controlli climatizzatore automatico, direzione e flusso dell'aria, fendinebbia posteriori e anteriori, luci di emergenza, apertura baule, apertura tappo carburante e regolazione sospensioni elettroniche su alcune versioni. Inoltre vi erano dei display digitali, più ampi e funzionali nelle versioni post 92. Al di sotto troviamo il vano porta radio ed il vano "fumo" (entrambi con apertura assistita) proseguendo abbiamo la leva del cambio a richiesta automatico su alcune versioni, e la consolle cristalli che comprendi i tasti per i vetri anteriori e posteriori, tasto scorrimento continuo vetro anteriore sinistro, chiusura centralizzata, bloccaggio sicurezza bambini finestrini posteriori, apertura tettuccio elettrico (ove previsto). Dopo i tasti elettrici vi è un piccolo vano portaoggetti, il portamonete e alla fine del canale centrale, vi un altro vano portaoggetti con sportellino e l'accendisigari posteriore illuminato. Posteriormente era prevista come optional la consolle per il comando delle regolazioni elettriche dei sedili posteriori.
Davanti al passeggero abbiamo il vano portaoggetti molto ampio e dotato di luce di cortesia. Il quadro strumenti comprende: contagiri, tachimetro e contachilometri, una serie di spie che si estendono orizzontalmente per tutto il quadro e, al di sotto, indicatore voltaggio batteria (o turbo) pressione olio, temperatura acqua e livello benzina. Il volante è regolabile sia in altezza che in profondità. L'abitacolo interno è dotato di bracciolo anteriore e posteriore, gli interni sono disegnati e assemblati con cura.


Durante i dieci anni in cui la 164 restò in catalogo ci furono due principali restyling. Il primo avvenne nel 1990 e riguardò alcuni particolari interni, dai rivestimenti, ad alcuni dettagli come pulsanti del tunnel centrale fino alla nuova gestione del climatizzatore. Dal punto di vista tecnico vennero migliorate le sospensioni e l'assetto venne abbassato di 3 cm.
Verso la fine del 1992 ci fu il restyling più noto. Riguardò in modo importante gli interni, dai pannelli porta alla consolle centrale ed altro; i gruppi ottici anteriori e posteriori e, per quanto riguarda le versioni denominate "Super", l'adozione di paraurti dalle forme molto generose contornati da un bordo cromato.

Il propulsore base tra le motorizzazioni a benzina era il 2 litri Twin Spark bialbero, per chiudere con il 3.0 V6 12v da 192cv comunemente chiamato "Busso" dal progettista che l'ha ideato, Giuseppe Busso. L'anno successivo alla presentazione fu presentato anche il 2.0 4c di derivazione Lancia, sovralimentato da turbina T3 con dispositivo overboost e raffreddato da intercooler. Nel 1990 il 3.0 12v fu portato a 200cv e dedicato alla versione Quadrifoglio.
Nel 1991 ci fu un rilevante salto prestazionale e tecnologico con l'entrata in produzione dell'innovativo 2.0 V6 Turbo. Questo propulsore derivava dalla versione 3 litri atmosferica del V6 "Busso" -che già motorizzava la 164 3.0 -; caratterizzato da testate e monoblocco in alluminio e completamente gestito elettronicamente, sovralimentato inizialmente da una turbina Mitsubishi/Piaggio TD05H dotata di dispositivo overboost e raffreddata da intercooler, lo stesso della Lancia HF Evoluzione. La potenza era di 210cv e grazie all'overboost -che consente un momentaneo innalzamento della pressione di sovralimentazione per far fronte a transitorie richieste di potenza- la coppia veniva aumentata per alcuni secondi a 30.6 kgm e con essa anche la potenza rispetto al valore dichiarato.
Nel 1992 l'Alfa mise in produzione i nuovi 3.0 V6 24v inizialmente con potenza da 210cv. Il V6 Turbo venne leggermente depotenziato sulla carta (motivi di marketing) per non sovrapporsi in catalogo alle versioni 3 litri, anche se preservava comunque degli spunti prestazionali superiori all'aspirato, nonostante il turbocompressore fu sostituito con una "più piccolo" Garret T25 che per raggiungere picchi simili in overboost doveva girare a pressioni più elevate e fu ridimensionato anche l'intercooler. In seguito, la volontà dei vertici divenne quella di proseguire nella direzione dei motori aspirati in quanto la tassazione italiana dell'IVA (che gravava al 38% le auto superiori a 2 litri) venne unificata per tutte le cilindrate al 20%, inoltre i propulsori turbo compressi richiedono costi superiori di componentistica.
Nel 1993 arrivò l'evoluzione del 3.0 24v portato a 230cv che consentiva una velocità massima di 245 km/h. Nello stesso anno arrivò anche la versione integrale.
Le ottime prestazioni dell'ammiraglia italiana erano accompagnate da un'elevata tenuta di strada, caratteristica che ha sempre distinto le auto del biscione
Per quanto riguarda i motori diesel, erano quelli forniti dalla VM Motori.



Modello - Motore - Cilindrata - Potenza - Coppia - 0–100 km/h, s - Velocità - Anni produzione:

2.0 T.Spark 8v - 4 cil. in linea- 1962 cc 108 kW - (148 CV) - 187 N·m (138 ft.lbf) - @ 4700 rpm - 9.2 - 215 -1987-1989;

2.0 T.Spark 8v (cat) - 4 cil. in linea - 1962 cc - 106 kW (144 CV) - 187 N·m (138 ft.lbf) @ 4700 rpm - 9.9 - 210 - 1990-1992;

2.0 TS 8v - 4 cil. in linea - 1962 cc - 106 kW (144 CV) - 193 N·m (144 ft.lbf) @ 5000 rpm -- 9.9 - 210 - 1992-1995;

2.0 TS Super 8v - 4 cil. in linea - 1995 cc - 106 kW (146 CV) - 187 N·m (138 ft.lbf) @ 5000 rpm - 9.9 - 210 - 1992-1997;

2.0 Turbo 8v - 4 cil. in linea - 1995 cc - 129 kW (175 CV overboost) - 265 N·m (195 ft.lbf) @ 2500 rpm - 7.2 - 225 - 1988-1991;

2.0 V6 Turbo - V6 - 1997 cc - 154 kW (210 CV overboost) - 306 N·m (226 ft·lbf) @ 2750 rpm - 7.2 - 240 - 1991-1992;

3.0 V6 12v - V6 - 2959 cc - 141 kW (192 CV) - 261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm - 7.6 - 230 - 1987-1989

3.0 V6 12v (cat) - V6 - 2959 cc - 135 kW (184 CV) - 261 N·m (192 ft.lbf) @ 4900 rpm - 8.1 - 230 - 1990-1992;

2.0 V6 TB Super - V6 - 1996 cc - 150 kW (205 CV overboost) - 285 N·m (205 ft.lbf) @ 2750 rpm - 8.0 - 237 - 1992-1997;

3.0 V6 QV 12v - V6 - 2959 cc - 147 kW (200 CV) - 274 N·m (202 ft.lbf) @ 4400 rpm - 7.7 - 237 - 1990-1992:

3.0 V6 24v Super - V6 - 2959 cc - 152 kW (210 CV) - 266 N·m (196 ft.lbf) @ 5000 rpm - - 8.0 - 240 - 1992-1997;

3.0 V6 24v QV - V6 - 2959 cc - 170 kW (232 CV) - 276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm - - 7.0 - 245 - 1992-1993;

3.0 V6 Q4 - V6 - 2959 cc - 170 kW (232 CV) - 276 N·m (203 ft.lbf) @ 5000 rpm- 7.7 - 240 -1993-1997;

2.5 Turbodiesel - 4 cil. in linea - 2499 cc - 84 kW (117 CV) - 260 N·m (191 ft.lbf) @ 2200 rpm - 11.1 - 200 - 1987-1992;

2.5 Turbodiesel - 4 cil. in linea - 2499 cc - 92 kW (125 CV) - 288 N·m (212 ft.lbf) @ 2000 rpm - 10.8 - 202 - 1992-1997.

164 Q4
L'abitacolo è caratterizzato dalla selleria rivestita di morbida pelle (come anche il volante) e con il divanetto posteriore sostituito da due poltroncine quasi indipendenti.

I sedili posteriori Recaro
La 164 Q4 monta il motore V6 24 valvole di 2959 (trazione integrale) con una potenza massima erogata pari a 231 cv a 6300 giri/min e una coppia massima di 280 N m (28,5 kgm) a 5000 giri/min. L'alimentazione (con accensione elettronica integrata) è ad iniezione elettronica multipoint Bosch Motronic M3.7.
Le sospensioni sono all'avantreno a ruote indipendenti, braccio trasversale con montante telescopico (schema MacPherson), molla elicoidale; sul retrotreno a ruote indipendenti, bracci trasversali e biella longitudinale, molla elicoidale; barre stabilizzatrici anteriore e posteriore, ammortizzatori idraulici a taratura programmabile dall'interno dell'abitacolo tramite un pulsante situato sul cruscotto. In posizione "Auto" gli ammortizzatori vengono tarati automaticamente in base al fondo stradale, premendo"Sport", le sospensioni diventano più rigide e si modifica l'assetto,per una guida sportiva.


Taratura sospensioni nella 164 QV 1°seria
L'impianto frenante è dotato di 4 freni a disco (anteriori autoventilati) con ABS.
Il cambio è di derivazione sportiva a 6 rapporti Getrag con sesta marcia di potenza.
La trazione integrale permanente dispone di giunto viscoso centrale "Viscomatic", sviluppato in esclusiva dall'Alfa Romeo in collaborazione con la Steyr-Puch, e di differenziale posteriore autobloccante di tipo Torsen.
Le prestazioni rilevate dal mensile Quattroruote parlavano di 240,459 km/h di velocità di punta e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi[2]; un altro mensile, Auto parlava invece di velocità massima di 237,650 km/h e uno 0–100 km/h in 6,9 secondi.
Nell'ottobre 1998, la "164 Q4" cessò di essere commercializzata, il suo prezzo in quel momento era di 81.650.000 lire.

La 164 ProCar

L'Alfa Romeo 164 ProCar
Nel 1988 venne presentata una versione con motore 3.5 V10. Si vociferava che avrebbe potuto forse avere degli sviluppi per la produzione di serie, risultò invece dedicato alle competizioni.
Nacque così la 164 ProCar, un bolide con motore centrale da 620cv capace di 340 km/h, telaio tubolare in kevlar, sospensioni anteriori e posteriori a doppi quadrilateri deformabili del tipo push rod (oggi ampiamente utilizzato in Formula 1) e carrozzeria della 164, che doveva essere destinata a gareggiare nel mai nato Campionato Production Car.
Di quest'auto resta oggi soltanto l'unico esemplare costruito.

La 164 venne rinominata in 168 negli esemplari messi in vendita nel sud est asiatico, specificatamente nei mercati di Hong Kong, Malesia e Indonesia, a causa del fatto che, nella tradizione cinese, il 4 (164) è un numero dai connotati negativi mentre l' 8 (168) è esattamente il suo contrario[4].
La 164 TD al momento della presentazione era l'auto diesel più veloce al mondo.
Il motore V6 turbo presentato sulla 164 fu eletto miglior motore dell'anno.
La 164 T.Spark di colore rosso fu l'ultima auto di Enzo Ferrari.


Fonte Wikipedia































































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